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1 maggio 2020

IL PROFUMO: LUCKY di DIOR • MAISON CHRISTIAN DIOR





CHRISTIAN DIOR PARFUMS
LUCKY
MAISON CHRISTIAN DIOR
Eau de Parfum




Il destino in una stella. 
In una sera di primavera del 1946 Dior, che ha 41 anni e lavora per Lucien Lelong, rinomato couturier francese, risalendo Rue du Faubourg St Honoré inciampa in un oggetto rischiando di cadere, si trova davanti all'Ambasciata d'Inghilterra e la sua mente corre subito all'infanzia trascorsa in Normandia, nella bella villa di famiglia a Granville. L'istinto lo guida, si ferma e raccoglie quel piccolo "ostacolo", è una stella, quella che segnerà definitivamente il suo destino.
Destino che inizierà il suo percorso dal giorno successivo, quando Dior, di fronte a Marcel Boussac, tra i maggiori industriali francesi del dopoguerra intenzionato ad ingaggiarlo per dirigere la Maison Philippe & Gaston, accetta l'offerta dell'imprenditore ad una sola condizione, che la casa di Alta Moda porti il suo nome e venga accolta la sua visione di rinnovamento globale dell'azienda.
E così sarà, la buona stella sarà fatale e lo lancerà nel firmamento della haute couture e del lusso, le sue straordinarie creazioni segneranno la storia mondiale della Moda. 

Dior e la scaramanzia
"Il caso viene sempre in aiuto a chi desidera fortemente qualcosa" scrive Dior nelle sue memorie. 
Dalla nonna materna ha ereditato l'interesse per l'arte divinatoria, le premonizioni, i segni del destino e la frequentazione delle cartomanti. Nel 1919, all'età di 14 anni incontra la sua prima veggente in occasione di una festa di beneficenza organizzata a Granville. Dior abbigliato da zingarello con un grande cesto al braccio, ha il compito di vendere i talismani di una chiromante. A fine giornata, dopo aver esaurito con successo il suo impegno, la veggente lo ricompensa con la lettura della mano. 
"Ti ritroverai senza soldi" gli confida, "ma le donne ti aiuteranno e grazie a loro farai fortuna. Avrai enormi guadagni e dovrai fare lunghe traversate". Le donne, i viaggi in America, la fortuna, tutto si realizzerà.
Le veggenti lo accompagneranno in tutta la sua esistenza, consentendogli di placare i tormenti del cuore, continuare a tenere viva la speranza o semplicemente guidarlo nelle scelte decisive della sua carriera. Una delle confidenti più assidue, Madame Delahaye, gli predice il ritorno dell'amatissima sorella Catherine, deportata durante la guerra, che avverrà realmente al termine del conflitto. Sarà proprio Mme Delahaye a sostenere Dior nelle scelte che cambieranno la sua vita e la storia della moda, è lei ad insistere quando arriveranno le proposte: "Accetti mi ordinò! Deve creare la Maison Christian Dior. Tutto ciò che potranno offrirle più tardi non ha paragoni con la fortuna che si presenta oggi". Dior sa che l'intuizione è giusta, la veggente ha già dato prova di infallibilità e quella stella che si è palesata sul suo cammino conferma tutti i suoi presentimenti.

Senza la superstizione forse la Maison Dior non sarebbe mai nata.
La prima collezione Haute Couture viene presentata il 12 febbraio 1947 e provoca uno sconvolgimento nel mondo della moda. Il New Look impone un nuovo modello di fascino femminile. La primavera del '47 è un punto di non ritorno. Da quel momento in poi le donne non saranno più le stesse. È l'inizio di una nuova nuova era, segnata dal fiore portafortuna di Dior, il mughetto. Superstizioso e meticoloso, Dior inserisce nell'orlo di ognuno dei suoi modelli un rametto essiccato di questo fiore, da cui lui stesso non si separa mai. Lo indossa nell'occhiello al bavero, nella tasca della giacca porta un piccolo reliquiario ricamato che custodisce un ramoscello di mughetto, tiene anche a portata di mano un quadrifoglio, due cuori, un pezzetto di legno, una moneta d'oro... e si diverte a giocare con i numeri. Il numero 8 in particolare diventa il suo numero magico. La sede della Maison Dior è nell'ottavo arrondissement, "dietro un piccolo edificio iniziale, si trova un immobile nuovo di otto piani, otto atelier, affiancato da un altro immobile anch'esso di otto piani", annota Dior nei suoi diari. Il numero 8 segna l'immaginario di Dior anche con la sua grafia sensuale, la sua silhouette netta e avvitata, dal seno pronunciato, con la vita stretta e i fianchi tondeggianti, evoca una bellezza sinuosa. Nel tempo i simboli cari a Monsieur Dior hanno continuato a segnare la storia della Maison, ad ispirare moda, fragranze, accessori e gioielli, tante creazioni poste sotto una buona stella, per propiziare la sorte all'infinito.


Il mughetto resterà per sempre il suo fiore talismano, ricordo poetico dell'infanzia trascorsa a Granville e dell'inesauribile passione per i fiori dei suoi giardini. Amato per la sua freschezza effimera, la delicatezza e la semplicità, nel 1954 è protagonista di una acclamatissima collezione di Haute Couture e nel 1956 la fragranza Diorissimo lo celebra con straordinaria grazia nell'amabile trasposizione olfattiva del geniale creatore Edmond Roudnitska.


Oggi, per la Collezione Maison Christian Dior, il maestro profumiere Dior, François Demachy elabora per la creazione Lucky, una nota mughetto fresca e ariosa, come se emergesse da una vaporosa gonna Corolle di tulle di seta. Un racconto olfattivo trasparente, degno della migliore tradizione della Maison, fiori bianchi in piena luce sfiorati da una polvere di rugiada, il mughetto appare dolcemente, è presente senza sovrastare l'armonia del bouquet, occhieggia curioso sulla pelle, la provoca in dolcezza ed eleganza non ostentata, rivela tutto il suo delicato brio odoroso in piena assonanza con il risveglio della natura.
La fragranza indispensabile nel guardaroba olfattivo di ognuno, un augurio di buona sorte, il profumo perfetto per tutti i momenti in cui si vorrebbero incrociare le dita.

Nel formato Eau de Parfum 40, 125, 250, 450 ml. Sul sito dior.com


©thebeautycove







4 commenti:

Anonimo ha detto...

che meravilgia lo prendero sicuramente

Anonimo ha detto...

so amazing blog! love all your fragrance review! very very well done!

Anonimo ha detto...

yes dior and my love for diorissimo. need this one now

Anonimo ha detto...

cute