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13 febbraio 2020

IL PROFUMO: EAU CAPITALE di DIPTYQUE




 DIPTYQUE Paris
EAU CAPITALE
PARIS EN FLEUR
Eau de Parfum
Candela Profumata E.L.
Novità 2020



Pur essendo nata nel cuore del V arrondissement, quasi sul­l’argine della Senna, e vivendo la città ininterrottamente nei quasi 60 anni dalla fondazione, DIPTYQUE non ha mai rac­contato la propria vita parigina. 
Una semplice dimenticanza? O forse una non precisata rimozione? Oppure una manifestazione della divinità tutelare della Maison, cioè la pura volubilità del caso?
Al bando le congetture, occorreva porre immediato rimedio e, con l’occasione, sottolineare, a chi immaginava un retaggio lon­dinese o newyorkese, che diptyque è prima di tutto una creatura della Rive Gauche.
Per farsi perdonare questo lungo silenzio, dopo la Venezia di Olène, la Grecia di Philosykos, il Viêtnam di Do Son e il Giap­pone di Oyédo, oggi diptyque rende un duplice omaggio alla sua città natale e a ciò che da sempre rappresenta.
I numeri della capitale: 2 rive, 37 ponti, 49 passerelle, 6290 vie, vicoli, corsi, viali, e tra grandi e piccole, 479 piazze, da quella dell’Etoile a quella del Tertre, 12.000 magnifici caffè, 2.185 monumenti (anche se chi ci abita spesso li ignora), 145 quartieri, ufficiali e ufficiosi, 1.000 intramontabili bancarelle di libri usati, 19 modiste, 7 sentieri per passeggiare attraversando centinaia di parchi e giardini (tra cui addirittura due foreste), decine di mercati e 206 musei e non ultimi 700 alveari per le api.
Come celebrare una città come Parigi? Abbracciarla interamente era un’utopia. Altrettanto impossibile decidere di narrarne un unico aspetto. Come riuscire a scegliere tra l'allure giocosa della divina Mistinguett o di Gavroche piuttosto che quella rivoluzionaria di Camille Desmoulins e Louise Mi­chel? Per quale ragione preferire la Butte­aux­ Cailles, tra le roman­tiche case a graticcio e le sponde dimenticate della Bièvre, alla Parigi artista, surrealista, cinematografica di Montparnasse? La discrezione del VII arrondissement oppure la pittoresca atmosfera del XVIII?
Come sempre per diptyque, la soluzione è giunta grazie ad un im­previsto, un incidente inaspettato, e considerato il profondo legame della Maison con la serendipità, è arrivata per caso ma non a caso.

È accaduto in Avenue de l’Opéra, praticamente nei loro uffici. Recentemente la Maison ha trasferito qui la sua sede, in uno splendido appartamento al piano nobile di un edificio in stile Haussmann. Molti gli elementi de­terminanti questa scelta: le formidabili altezze dei sof­fitti, le grandi finestre, l'elegante simmetria dei balconi, i caminetti in marmo, i parquet originali a spina ungherese, le ricche modanature. Poi, aprendo una porta sul retro si scopre la sala da bagno di una gloriosa abitante della casa. Sarah Bernhardt? Così si ipotizza... anche perché ai suoi tempi, inizi del 1900, questo era uno degli indirizzi più in voga nella Capitale.
Rivestite con affreschi e decorazioni in ceramica, sulle pareti si intrecciano straordinari elementi di flora e fauna, variopinti pappagalli e pavoni, vedute marine e vegetazione lussureggiante. Questo capolavoro dell’Art Nouveau (annoverato tra i monumenti storici) innesca immediata­mente il processo creativo che darà vita ad una nuova com­posizione dedicata alla Parigi della Belle Époque.
Il decor nella sala da bagno è solo una delle molte simbologie artistiche che legano diptyque al periodo storico a cavallo tra il XIX e il XX secolo. Ecco allora il cigno, simbolo di grazia femminile presente da trentasei anni nell’iconografia della Maison, sigla l’identità di l’Ombre dans l’Eau, o anche il pavone con il suo piumaggio, altro feticcio di quegli anni, che dal 1968 l’Eau cita nella sua illustra­zione; l’orientalismo, autentica passione dei tre fondatori (Knox­Leet, Gautrot, Coueslant), i pittori e i grafici inglesi Arthur Rackham, Aubrey Beardsley o William Morris e le loro formidabili miniature sti­lizzate che definirono la guida grafica del­le etichette per i futuri flaconi.

Senza mai dimenticare la profumeria, un universo artigianale reinventato dalla chimica di sintesi, che in quel momento faceva il suo ingresso nella modernità.
Un ambito in cui la figura di maggior spicco fu Jo­seph Marie François Spoturno, meglio conosciuto come François Coty. Cosa resta della sua opera? Materialmente quasi nulla, a parte qualche boccetta dimenticata in una cassaforte dell’osmoteca di Versailles. Culturalmente invece il suo lascito rappresenta la base di quanto da decenni è il massimo dell’e­leganza “alla parigina”. La struttura olfattiva più celebre della storia, si riassume in un semplice sostantivo: chypre.
L’accordo chypre è una pietra miliare della profumeria, una sapiente architettura creata calibrando punti di ebollizione e gradi di evaporazione delle materie prime utilizzate.
Le note di testa, prorompenti, esperidate o verdi, si avvertono immediatamente, per durare dai 5 ai 30 minuti: bergamotto e verbena. Le note di cuore, dominanti, floreali, speziate e fruttate, avvolgono per una o più ore: rosa e/o gelsomino. Le note di fondo, persistenti, legno e radici, gomme e assolute, perdurano talvolta un’intera giornata: patchouli e muschio di quercia. Testa, cuore, fondo: un insieme che prende la forma di una piramide, dal vertice alla base, la piramide olfattiva.

Così diptyque realizza una novità assoluta: la sua prima fragranza chypre con EAU CAPITALE.
E come tale riprende il principio concepito oltre cento anni fa, ma illuminato con le specificità del XXI secolo da Oli­vier Pescheux, profumiere di rara maestria e complice della Maison. Un profumo astratto, enigmatico, che incarna la raf­finatezza sottilmente distaccata dell’eleganza tipica della Ville Lumière. 
Dapprima la freschezza verde esperidata del bergamotto, fruttato certo, ma molto vivace e pungente nel suo succo acidulo. Punteggiato di bacche rosa ricorda i pomander (arance ricoperte di chiodi di garofano) e prelude l’attesissimo “incidente olfattivo”, tra fiori e spezie, il punto esclamativo che si annuncia Capitale. Al centro uno straordinario eccesso floreale, petali aperti, sul punto di cadere, la cui dolcezza ricorda quasi una marmellata, rose bulgare e turche, ylang­ylang delle Comore e la corteccia di cannella in essenza ad introdurre i successivi toni boisé.
Libertà esclamata: niente muschio di quercia o di pino! Ma vero patchouli, con la sua foglia distillata in Indo­nesia selezionando il cuore, cioè la parte più pregiata, secondo tutte le qualità etiche dello sviluppo sostenibile e la sfac­cettatura pepata dell’Akigalawood ricavato da una reazione enzimatica della pianta al contatto con particolari batteri. Infine il Georgywood, per i suoi aspetti oscuri e terrosi di vetiver e l’Ambrofix, accordo muschio, tabacco e ambra grigia, per concludere solennemente la scrittura olfattiva...

E se la vista stimola l'olfatto, per la realizzazione del decor sul flacone di Eau Capitale, diptyque ha fatto appello a Pierre Marie, “ disegnatore ornamentista ” (come ama definirsi) e fedele collaboratore della Maison. Le sue immagini rigogliose e particolarmente attente allo stile liberty si leggono come un romanzo, fronte­retro dall’esterno all’interno del flacone. Su un lato, la Tour Eiffel, una profusione di rose, bergamotti, foglie di patchouli e le parole “Eau Capitale” in un font ondulato, sull’altro lato, un pavone dalla magnifica coda, punti, linee curve, intrecci, motivi che saturano ogni millimetro della superficie. 
La candela profumata PARIS EN FLEUR è l’ulteriore tributo che diptyque aggiunge a questa celebrazione della città, ovviamente si tratta di una candela alla rosa. Come le rose del parco di Bagatelle, o quelle del Mercato dei fiori che gli innamorati offrono alle loro amate. Solo alcune offrono un incanto aromatico, è vero, ma è l’impressione d’insieme che conta: quella certa emozione primaverile, quel piacere di vivere qui e di guardare scorrere la Senna dalla terrazza di un bistrot.
Nel sentore che sprigiona, rammentando l'accordo chypre, si avverte una gentile freschezza, un’infinità di petali e un ricordo di patchouli che avvolgerà soavemente gli ambienti.


Nella collezione in Edizione Limitata, con Eau de Parfum 75 ml e candela profumata 70 e 190 gr., anche il profumo solido e il ciottolo di cera profumata.

Disponibili in profumerie selezionate nelle boutique diptyque e nei Bar à Parfums Olfattorio.


©thebeautycove












un ringraziamento particolare ad Olfattorio (distributore italiano di diptyque) che per il lancio della nuova fragranza ha organizzato un affascinante itinerario nella Milano Liberty d'inizio novecento, spettacolare gemellaggio con l'Art Nouveau della Ville Lumière, alla quale fragranza e decor del pack si ispirano.

8 commenti:

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